NOME: Erika

COGNOME: Ghezzi

ANNO DI NASCITA: 1986

Quando hai iniziato a fotografare? Come è nata questa passione?
Le mie prime fotografie risalgono a circa tre anni fa, quando inizio a sentire che il ruolo di Interior Designer non mi apparteneva totalmente. Non so quale fu la connessione che mi fece pensare che potevo vederlo dal punto di vista fotografico…però suppongo la inconscia consapevolezza dell’armonia e dell’equilibrio sviluppata con gli studi in questo ambito.
Dove possiamo vedere i tuoi lavori?
Potete dare un’occhiata a erika.ghezzi.wix/photo e non perderlo di vista, poco a poco arriverò alla versione definitiva. Ben accetti tutti i consigli in merito che chiunque voglia inviarmi.
La tua formazione in fotografia?
Principalmente rubata. Dovuta ai grandi fotografi che ho avuto la fortuna di avere accanto, alla tanta determinazione e pazienza. Fondamentale per me sono state le chiacchierate e la condivisione, le riviste, le mostre, i festival, i viaggi, i libri e la faccia tosta.
Esposizioni o concorsi? Gli consiglieresti?
Entrambi. Sono ottimi strumenti per mettersi alla prova e che ti fanno riscoprire quanto sia importante l’autodisciplina. Ti permettono di confrontarti con te stesso, col mondo e di credere sempre più in quello che fai.

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La fotografia per te ha più carattere sociale o artistico?
Per me la fotografia è un mezzo di comunicazione. Il carattere sociale non prescinde quello artistico.
Che tipo di fotografia preferisci e perché?
Amo fotografare le persone e la storie di vita quotidiana perché credo che siano uno strumento di apprendimento inesauribile che nessuna scuola ti fornisce.
Fotografia colori o in bianco e nero?
Fotografia.

Non credi che il bianco e nero semplifichi una realtà più complessa?
A volte semplifica a volte complica, ogni scelta ha le sue conseguenze.
Quali sono le tematiche ricorrenti nei tuoi lavori?
Le persone.
Estetica o contenuto?
Contenuto esteticamente ben rappresentato.
Quanto conta l’attrezzatura e le idee?
Le idee sono fondamentali. L’attrezzatura in alcune occasioni, fa la differenza. Pero senza idee non può esistere nessuna occasione.

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La postproduzione è una fase importante come quella dello scatto?
Lo scatto è fondamentale, è l’anima della foto. Senza un contenuto chiaro, una buona luce e una composizione magistrale, lightroom è meglio non aprirlo nemmeno.
Prediligi l’istinto o la perfezione?
L’istinto perfetto.

La fotografia è semplice o è complessa? Ha senso spiegarla?
La fotografia più complessa è quella che risulta semplice e chiara. Ha senso allegare didascalie quando diventa documentazione, informazione ed educazione.
Per te è importante in fotografia avere una cultura vasta, che comprenda anche altre
discipline artistiche, tecniche…?
Si, un fotografo prima di essere tale, è una persona. Ed è grazie alla sua esperienza e conoscenza umana, che può trasmettere messaggi fotografici di valore e spessore. La vita quotidiana è la miglior disciplina.
Ti capita di cambiare idea e punto di vista quando lavori ad un progetto?
Sono sempre aperta a vedere le cose da un altro punto di vista e ad ascoltare le idee altrui, importantissime per poter modellare le mie.
Secondo te il progetto finisce sempre? Come capisci quando finisce?
Attualmente ho iniziato un solo progetto e sono molto lontana da una possibile fine.

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Che misure utilizzi per proteggere i diritti d’autore di fronte la pirateria in internet?
Allego sempre il copyright su ogni foto e inserisco online immagini di bassa qualità, cercando di spiegare il valore di un immagine e il lavoro che ci sta dietro.
Ammiri di più i Maestri classici o contemporanei? Quali?
Ammiro chi ha coraggio, umiltà e fiducia. Chi condivide le sue emozioni e conoscenze con maestria e onestà. Ammiro chi è in grado di regalare al prossimo insegnamenti e aiuti preziosi.

Cosa significa per te essere fotografo professionista e amatore? Ci sono differenze in
termini di linguaggio, qualità?
Dipende dal professionista e dall’amatore, però normalmente un professionista ha delle responsabilità verso il cliente e deve ottenere risultati in termini di tempo, qualità e linguaggio pari del valore del suo servizio. Un amatore deve rispondere solo a se stesso.
Dato che la fotografia è comunicazione, credi che siamo liberi di comunicare o abbiamo
delle sovrastrutture che ci limitano?
Credo che la comunicazione di massa non sia affatto libera. Possiamo cercare altre vie per comunicare liberamente, ma è complicato ottenere l’equilibrio giusto per riuscirci.
La fotografia ha il giusto riconoscimento oggi? Quali problematiche ha?
Siamo esageratamente circondati da oggetti con fotocamera annessa e di conseguenza in alcuni luoghi e circostanze la gente non è disposta a capire e ad accettare la differenza tra un professionista e un amatore.
Lavori da solo o in equipe?
Dipende dai lavori, pero mi piacerebbe lavorare più spesso in equipe.

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Ti consideri più fotografo o autore?
Fotografo.
Per te è necessario essere riconoscibile e quindi avere uno stile che ti identifichi?
Credo sia importante per se stessi prima di tutto, capire quale tipo di linguaggio fa parte del nostro dna, quale forma espressiva ci viene più naturale e spontanea. Una volta consapevoli, credo sia importante cercare di mantenere un fil rouge.

Se oggi riguardi i tuoi primi lavori, continuano ad appartenerti?
Sono cresciuta moltissimo e ho affinato occhio e cuore, pero sì….nonostante la comunicazione fotografica era meno efficace, mi appartengono totalmente.
Pensi di avere gli stessi valori di quando hai iniziato a fotografare?
Si, gli stessi, più i nuovi arrivati.
Che cosa pensi sia cambiato rispetto a quando hai iniziato?
Ho più coraggio, determinazione, consapevolezza e autostima. Sto affinando sempre più l’equilibrio tra testa, occhio e cuore.
Credi che la fotografia sia utile a conoscere meglio se stessi?
Credo che ognuno di noi, nel corso della vita, incontra il suo strumento per conoscersi. Io da quando ho iniziato a fotografare, ho iniziato a conoscermi poco a poco sempre di più. Ed è uno dei principali motivi per cui non ho più smesso, è lo strumento che mi permette di conoscermi e di conoscere il mondo.

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Qual è il fine più importante della fotografia?
Risvegliare coscienze mostrando la tua realtà.
Tre parole chiave importanti in fotografia.
Istinto, pazienza, tecnica.

 

© Giulia del Cappellano

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